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François Carrière de Glencoe

Ritratto di François Carrière de Glencoe

Pittore · Perigueux, Francia

François Carrière, noto anche come De Glencoe, è un pittore autodidatta che vive nella regione della Dordogna, in Francia. La sua pittura, nata da un'esigenza interiore, esplora le emozioni, la carne, la memoria e gli aspetti più oscuri dell'umanità. Caffè, colori, texture e gesti incisivi compongono tele influenzate da Bacon, Van Gogh e Bowie, che suscitano più interrogativi che seduzione.

Nelle sue parole

“Senza emozioni non c’è vita.”

Nato a Lille nel 1959, François Carrière vive e lavora nella regione della Dordogna. Artista autodidatta, ha scoperto il disegno grazie al suo padrino, Joël Carrière, studente all’Accademia di Belle Arti di Lille. Caricature e poi inchiostro di china furono i suoi primi esperimenti, prima che una vita professionale dedicata ad aiutare gli altri lo allontanasse dalle sue attività creative.

Dopo aver abbandonato gli studi di medicina per mancanza di passione, è diventato infermiere domiciliare. Il disegno è rimasto una presenza costante, a volte quasi una necessità personale. Nel 2014, ha ripreso in mano un pennello per decorare la sua nuova casa: senza saperlo, ha aperto una finestra sulla pittura.

Dal 2022 in poi, dopo il pensionamento, la pittura ha assunto un ruolo centrale. È tornato istintivamente al disegno e poi ai pennelli. L’atto di dipingere è diventato una forma di resistenza e di riappropriazione interiore.

**Dipingere per restare e raggiungere l'obiettivo.**

Questa necessità vitale è uno dei fondamenti del suo lavoro. François non cerca di raccontare la sua storia, ma piuttosto di trasformare ciò che fluisce attraverso di essa in materia pittorica. La tela diventa uno spazio in cui le emozioni possono essere depositate, spostate, decostruite e poi ricostruite.

Autodidatta, sperimenta liberamente con i materiali: caffè, gesso, tessuto, carta accartocciata, paste acriliche. Il caffè occupa un posto speciale nel suo cuore. Il suo calore e la sua natura organica evocano un ricordo intimo, una tenerezza simile alla madeleine di Proust. La materia diventa memoria.

A partire dal 2023, François ha iniziato a esporre le sue opere al pubblico. All'inizio del 2024, l'arrivo del colore ha inaugurato un nuovo periodo, profondamente segnato dalla sua ammirazione per Vincent Van Gogh. Paesaggi e composizioni ricche hanno introdotto il colore come veicolo di emozione, mentre le mostre si sono moltiplicate.

Ma François si rifiuta di limitarsi a un unico stile. La sua pittura si nutre di letteratura, musica, cinema, ricordi e incontri. I mondi di Martin Harníček e Hubert Selby Jr. accompagnano un'evoluzione verso uno stile più denso e introspettivo. L'influenza di Francis Bacon è evidente in questo desiderio di far emergere l'elemento umano al di sotto della superficie delle apparenze.

**La bellezza non basta più. Dobbiamo andare oltre.**

La carne assume quindi un'importanza crescente. Pelle, desiderio, violenza, vulnerabilità: il corpo diventa materia emotiva. Il rosso domina, le superfici si ispessiscono e il dipinto diventa più fisico, quasi organico.
François ama dire che usa i suoi pennelli "come bisturi per cercare l'emozione sotto la pelle". La pittura diventa una sorta di autopsia del sentimento, con il desiderio di raggiungere ciò che si cela dietro le apparenze.

Il mondo di David Bowie, in particolare *Outside*, alimenta questa esplorazione. François ha fatto propria la frase: "Non suonare mai per la galleria". "Non dipingere per piacere, ma per esplorare".

Prima di dipingere, scrive. Una frase, un'idea, un sentimento, o talvolta la visione di una tela, costituiscono spesso il primo atto creativo. Poi vengono la musica, i materiali, il gesto e il caso. La sua pittura si costruisce su un dialogo tra maestria e casualità, pensiero e istinto, bellezza e inquietudine.

**La tela diventa un luogo di confronto.**

François non cerca di imporre un'interpretazione. Desidera provocare una reazione, a volte ambigua o scomoda. Ciò che conta non è solo ciò che si comprende, ma ciò che si sente.

Nel 2025 ha fondato ART'9, allora galleria no-profit, ampliando il suo impegno nella creazione artistica e nel promuovere l'incontro tra artisti e pubblico. Questo periodo ha segnato anche l'incontro con il mondo di Anna Kormilitsina, scultrice, di cui sostiene il percorso artistico come agente e mecenate.

François preferisce non parlare di opere, ma di tele costruite con materia ed emozioni. Non cercano di sedurre, ma di provocare un incontro. In definitiva, dipingere significa continuare a sentire.

Nascita
1959
Residenza
Perigueux, Francia
Opere online
16

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